Con: Domenico, Fausto, Fulvio, Giacomo, Giovanna, Giovanni, Lorenza, Lucia, Maria, Secondo
percorso: S. Giovanni di Bioggio, frazione di Mello (691 m) – Prati Aragna – Prati Bioggio – Piazzo della Nave (1637)
dislivello: circa 950 m
tempo di percorrenza (solo andata): 3 ore
La meta prescelta è l’Oratorio dei Sette Fratelli, che sorge a quota 2010 nel solitario e brullo versante alto della Costiera dei Cech, sotto il Monte Sciesa (2487 m), e che dovrebbe offrirci uno stupendo panorama sulle Alpi Orobie fino al Lago di Como. E’ un piccolo eremo dedicato al culto di S. Felicita e dei suoi sette figli martiri che, secondo la tradizione cristiana, furono giustiziati a Roma durante l’impero di Antonino Pio. La chiesetta fu inaugutata nel 1761 per iniziativa di alcuni romani oriundi della Costiera che nella stagione estiva solevano risalire ai paesi di origine. Su questo sito aleggia una curiosa leggenda popolare.
Contro le nostre aspettative, la giornata si annuncia nuvolosa, ma non per questo rinunciamo all’escursione.
In macchina raggiungiamo Mello (681 m), dove imbocchiamo una pista sterrata piuttosto disagevole, che, superato l’aspro Vallone, ci porta alle spalle della bella chiesa di S. Giovanni di Bioggio (697 m). La pista continua verso gli alpeggi, ma noi decidiamo di proseguire a piedi, anche perché non siamo muniti del permesso che avremmo dovuto prenotare 30 giorni prima.
Fino a Prati Aragno (1146 m) percorriamo la strada monotona e tranquilla che passa attraverso un fitto bosco di castagni. Da qui, seguendo un sentiero scarsamente segnalato, saliamo all’ampio terrazzo di Prati Bioggio (1258-1348 m), poi, dopo aver attraversato la pista tagliafuoco che proviene da Poira, ci inerpichiamo fino alla sommità di un grande dosso: il Piazzo della Nave (1637 m), dove, secondo leggenda locale, sarebbe approdata l’arca di Noè dopo il diluvio universale. Per raggiungere l’Oratorio dei Sette Fratelli dovremmo risalire il ripido pendio ancora per un’ora, seguendo tracce discontinue. Ma ormai è tardi (ore 13:30) e per di più comincia a tirare aria di neve, per cui non ci resta che coprirci per bene e sederci a consumare in compagnia un buon pranzetto, cercando di immaginarci i colori del bel panorama che si nasconde dietro la grigia cortina di nuvole.
Scartata l’idea di fare una deviazione ad anello passando per Prati Brusada (1584 m), ritorniamo sui nostri passi fino al posteggio. Per scendere a valle deviamo verso Cercino, seguendo la nuova strada asfaltata che ci evita i disagi del mattino.
Nonostante il tempo avverso, ci lasciamo contenti per la bella giornata passata in compagnia, ripromettendoci di tornare sulla Costiera nella prossima primavera, quando risplenderà per il giallo delle ginestre e il verde delle felci, possibilmente sotto un cielo blu.

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