Val Malenco: Sasso Moro (3108 m) – 11 settembre 2011

Con: Angela, Dario,  Edo, Felice, Fiorella, Francesca e la sua amica, Fulvio, Gianni, Giovanna  Giovanni, Lorenza, Lucia, Maria, Secondo
punto di partenza: parcheggio ai piedi della diga di Gera, sopra Lanzada (1990 m)
dislivello: circa 1200 m
tempo di percorrenza: circa 4h 30′

Sasso Moro - itinerario

Parcheggiamo le auto sopra la diga di Campomoro. Dietro di noi il M. Disgrazia si staglia nel cielo limpido. Da qui saliamo sulla corona della diga di Alpe Gera e la percorriamo fino al lato opposto, dove imbocchiamo il sentiero che si inerpica lungo l’impressionante fianco orientale del Sasso Moro, fino al Rifugio Bignami (2401 m). Foto di gruppo con lo sfondo della vedretta di Fellaria. Qualcuno ha già raggiunto la meta e si ferma, mentre gli altri iniziano ardimentosi l’ascensione al Moro.

foto di gruppo alla Bignami

Dopo aver percorso per un tratto la valle Fellaria, saliamo a sinistra lungo le pendici dell’Antecima, coperte da sfasciumi instabili alternati a piccoli nevai. Dopo due ore di fatica arrivamo sotto il cocuzzolo sommitale (3108 m), che aggiriamo alla base fino a un minuscolo laghetto, dove stanchi ed affamati ci fermiamo a mangiare.  Dario e Felice raggiungono la vetta, con una breve arrampicata sul versante orientale: solo Gianni si rode per la cima mancata.

Purtroppo lo spettacolare panorama sulla testata della Valmalenco è in parte oscurato da una coltre di nubi.

Per il ritorno puntiamo verso la Forcella di Fellaria (2819 m) lungo la cresta nord. Con qualche difficoltà  ci caliamo per un canalino che ci porta a un nevaio. Le gambe tremano, ma Giovanni  incita e rassicura gli indecisi… Aggiriamo il nevaio a monte, salendo fin sotto il crinale.
Proseguiamo con un continuo saliscendi su un terreno coperto di sfasciumi, prestando costante attenzione agli ometti, per evitare lunghi e faticosi giri. Raggiunta la Forcella, in meno di due ore arriviamo alle macchine, dove ci attendono fresche e riposate le amiche che hanno rinunciato all’ascensione. All’orizzonte il Disgrazia “ha il cappello”.

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