Con: Dario, Domenico, Edo, Fulvio, Giovanna C., Giovanna F. Giovanni, Lorenza, Luigina e un gruppo di amici di Reggio Emilia.
punto di partenza: Campo Franscia, sopra Lanzada (1502 m)
dislivello: circa 950 m
tempo di percorrenza: circa 4h
Lasciata la macchina sopra Campo Franscia (1502 m),saliamo verso l’Alpe Campascio (1844 m) e da qui, attraverso il bosco, raggiungiamo l’Alta Via che percorre il Vallone di Scerscen. A quota 2050, incontriamo le miniere abbandonate di amianto.
Dopo aver passato il ponte sul Torrente Scerscen, risaliamo il versante destro della valle fino a raggiungere un pianoro, dove improvvisamente si apre il superbo scenario delle più alte cime di Valmalenco. Qui abbandoniamo il sentiero dell’Alta Via per salire al lago, che si trova a sinistra sopra di noi, sul versante del massiccio del Sasso Nero. Superiamo un ripido pendio, seguendo alcune tracce intermittenti tra erbe, rocce rotte e massi, lungo il corso del torrente che esce dal lago. Alla fine approdiamo a uno splendido ripiano, sopra il quale si stende la conca dello Scarolda.

Illuminato dal sole, le sue acque, di un blu intenso, ci regalano uno spettacolo incantevole in uno scenario selvaggio e solitario. Qui Edo si immerge coraggiosamente nelle gelide acque del lago, tra gli applausi degli spettatori. Dopo questo aperitivo, consumiamo un lauto pranzo con la simpatica compagnia dei reggiani.
La discesa si rivela più problematica della salita a causa della difficoltà di orientamento. Il gruppo si divide lungo diverse traettorie finchè, dopo un paio d’ ore, ci ricompattiamo sul sentiero dell’Alta via. Raccogliendo funghi (avvistati dall’occhio acuto di Giovanni), genepi e altre erbe miracolose e passando per l’alpe Musella (2020 m), dopo altre due ore filamente raggiungiame le macchine, stanchi ma felici. L’ultimo sole accende la cima del pizzo Scalino: sono le 20.
