Val Gerola: il giro dei quattro laghi – 25 agosto 2011

Con: Alessio, Delfino, Fulvio, Giancarlo, Valerio
Località di partenza: Pescegallo (1454 m)
Quota massima: 2457 m (Bocchetta Paradisino)
Dislivello complessivo: 1100 m
Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
Tempo complessivo: 6.00 h

l'itinerario su Bing Maps (clicca per ingrandire)

Giornata calda e serena. Parcheggiata la macchina a Pescegallo (1454 m), vicino alla stazione di partenza della seggiovia, imbocchiamo un sentiero che, attraverso numerosi tornanti, ci porta al Piich (1835 m), piccolo pascolo panoramico dal quale ammiriamo le cime del Masino e del Disgrazia. Proseguiamo lungo una mulattiera quasi pianeggiante che taglia il versante nord-occidentale del Pizzo del Mezzodì, fino alla diga di Trona (1815 m). Percorso il muraglione dello sbarramento, affrontiamo una ripida e faticosa salita lungo un pendio di sfasciumi rossastri, dove incontriamo i resti di antiche miniere di ferro sfruttate durante il Medio Evo, finché l’incrudimento climatico prodotto dalla Piccola Età Glaciale (1550-1850) non portò al loro abbandono.
In alto ci attende il Lago dell’Inferno (2085 m). Attraversato lo sbarramento artificiale, raggiungiamo la Bocchetta del Varrone, aperta fra la Val Gerola e la Val Varrone, in provincia di Lecco, nei pressi del Rifugio F.A.L.C. (2115 m). Dopo una breve sosta e un succulento spuntino, imbocchiamo verso sinistra il sentiero che sale gradualmente lungo la sponda occidentale del lago, per poi inerpicarsi fino alla bocchetta dell’Inferno (2306 m), per la quale passa il confine fra la Val Gerola e la Valle di Ornica, in provincia di Bergamo.
250 metri sopra di noi si staglia nel cielo la croce di vetta del Pizzo dei Tre Signori (2553 m), il vertice su cui nel sec. XVII convergevano i confini di tre differenti Stati: la Repubblica di Venezia, il Ducato di Milano e i Grigioni.
Ora dobbiamo affrontare il ripido pendio di roccette ed erba che ci separa dalla Bocchetta del Paradisino (2457 m).

sulla bocchetta del Paradisino, sullo sfondo il pizzo dei Tre Signori

Dopo qualche minuto di esitazione, iniziamo la salita, seguendo alcune tracce incerte, sotto lo sgaurdo vigile di un branco di stambecchi che ci sorvegliano dall’alto. Emozionante l’improvvisa visione del Lago Rotondo (2256 m), il più bello della valle. Con le sue acque di un blu intenso è adagiato giù in basso in un appartato catino ai piedi del Pizzo di Trona. La discesa si svolge su un ripido canalone, coperto da sfasciumi instabili, per cui dobbiamo procedere con molta prudenza.
Sulle rive del lago ci rifocilliamo concedendoci un meritato riposo. Poi, seguendo un sentiero ottimamente segnalato, scendiamo al Lago Zancone (1857 m) e al Lago di Trona (1805 m), fino a raggiungere la sella di quota 1900 m, dove imbocchiamo sulla destra la via dell’itinerario di salita.
Con questa lunga e bella camminata concludiamo il ciclo delle gite estive del nostro gruppo.

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